Quando perdiamo la rotta, e ci sentiamo come barchette in mezzo al mare e non come i translatlantici che avremmo voluto essere, allora possiamo iniziare a sentirci affranti e delusi... e lasciandoci trasportare dalle maree .. andare lentamente alla deriva... senza meta.. rinunciando a qualsiasi rotta... e ogni tratto che navighiamo vale quanto rimanere fermi.
Solitamente a nulla vale l'incoraggiamento di chi, con le buone intenzioni, cerca di risollevarci, anzi sembra ottenere un effetto paradossale, ovvero quello di portare la persona depressa a sentirsi sempre peggio con l'aggiunta che ora inizia a sentirsi pure incapace di risollevarsi.
Per la depressione esistono numerose esperienze critiche che possono innescare quel senso di caduta accompagnato dalla rinuncia a fare e sentire, la più frequente è una profonda delusione che può riguardare quello che pensavamo di noi e delle nostre personali capacità, o quello che ci aspettavamo dagli altri e dal mondo inteso come valori e principi che sentiamo essere stati violati.
Quale che sia la ferita che lo abbatte, nessun depresso dimentica quel momento in cui ha sentito la terra franargli da sotto i piedi...
ma era la terra che franava sotto di lui o lui che pensava così ciecamente di saper volare come un'aquila?
e se una persona crede così ciecamente di saper volare, può scoprire che la caduta fa male ... e questo è vero soprattutto quando non si mette in conto la caduta...
difatti il desiderio di volare ha portato l'uomo a costruire aerei, elicotteri e velivoli più veloci di un condor... e questo ovviamente mettendo in conto i fallimenti e i tentativi e gli errori e così via... ma l' illusione di poter volare con ali di cera ha fatto cadere a picco Icaro una volta che giunse troppo vicino al sole.
Allora la barchetta in mezzo al mare... è una vittima del mare e degli eventi o vittima di se stessa?
rinunciando ad imparare a domare le onde ha frenato e immobilizzato la sua crescita... può essere un elegante vascello ... ma il mito di poter solcare i mari come il Titanic l'ha rovinosamente esposta alla cocente delusione di sè, fino al punto che ora vaga disperata rinunciando a navigare ... prigioniera della malasorte o prigioniera di se stessa?
Il senso di disperazione e di profonda delusione che molte persone depresse sperimentano si sostiene grazie a tutte le rinunce che fanno, ma allo stesso tempo le rinunce e l'arrendersi alle cose, è la reazione mediante la quale queste stesse persone s'imprigionano... e aggiungo, mantengono vivo quel miraggio che li ha condannati ad essere prigionieri...
si .. perchè se uno rinuncia subito a tutto è sovente perchè non può avere quello che vuole... ovvero tutto e subito ...
Goethe diceva: ogni rinuncia è un suicidio quotidiano ...
C'è un motto Giapponese molto bello, esso si esprime così:
Certo tu sai di non poter avere tutto, ma puoi avere la terra e i suoi frutti, il mare e i suoi doni e ammirare il cielo e il suo splendore... che è sicuramente meglio che rinunciare ad ogni cosa solo perchè non puoi avere tutto.
Con queste allegorie e Metafore ho tentato di delineare alcune caratteristiche del vissuto depressivo, sapendo di non poter toccare tutti i casi e le condizioni, e sapendo di essermi concentrato prevalentemente su quelle condizioni in cui la persona cade vittima dei suoi miraggi e delle sue rinunce. E' indubbio che esistano tante condizioni in cui la persona ha realmente vissuto un' esperienza schiacciante e demoralizzante, tuttavia, anche in questi casi, il passaggio dal divenire vittima "lecita" a vittima e prigioniera di sè stessa è sempre presente ... e le logiche attraverso le quali si mantiene la depressione risultano analoghe.
Passando ad un codice più razionale e meno metaforico, possiamo definire la Depressione come un disturbo che tocca differenti aree di funzionamento:
Umore: crisi di tristezza e di disperazione, sensazione di non avere più possibilità, perdita d' interesse e di piacere per le cose che normalmente la persona amava.
Funzioni biologiche: riduzione o aumento dell' appetito, difficoltà del sonno, mancanza di energie .
Funzioni cognitive: difficoltà a concentrarsi e a pensare.
Ogni depressione ha manifestazioni tipiche, esistono molte distinzioni che possono essere fatte all' interno del quadro generale della depressione, ed anche differenti livelli di gravità.
Quando la depressione è di lunga durata ed ha una sintomatologia intensa, è importante considerare l'intervento farmacologico, almeno nelle prime fasi, dal momento che occorre sbloccare la condizione di profondo annichilimento che la persona sta vivendo prima di poter intervenire in senso psicologico.
Nelle forme meno gravi, in cui permane un' accettabile reattività dell'umore della persona, allora un intervento Psicologico può essere di grande aiuto, in quanto mirato a ricondurre la persona a riprendere in pugno la propria esistenza, e questo a piccoli passi, riportando dapprima alla mente e al cuore di chi ne soffre che le rinunce non aiutano a procedere, ma solo a dar forza a quei miraggi, a quelle delusioni ed eventi che l'hanno buttata al suolo.
Poi l'intervento continua conducendo la persona a costruire, progressivamente, una nuova percezione della realtà, anche alla luce delle scoperte e delle nuove capacità acquisite lungo il tragitto, che la faccia approdare verso porti sicuri da cui poter riprendere il viaggio con una nuova fiducia.
Bibliografia consigliata:
I volti della depressione Abbandonare il ruolo della vittima: curarsi con la psicoterapia in tempi brevi. Prefazione di Giorgio Nardone.di: E. Muriana, L. Pettenò, T. Verbitz, casa editrice: Ponte alle grazie
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